Fra gennaio e febbraio tornerà "Pensare la Politica".
Reagendo ad alcune sollecitazioni giunte da partecipanti all'attività dello scorso anno, il ciclo di incontri verterà sul funzionamento della democrazia contemporanea, analizzata da un punto di vista empirico e in linea con la c.d. teoria della "scelta razionale" (rational choice theory). Grande attenzione sarà riservata al problema delle tecniche decisionali e dei sistemi elettorali.
"Pensare la politica: la democrazia all'opera" si articolerà in cinque incontri, della durata di circa due ore ciascuno. Sarà aperto, come sempre, a studenti tanto del liceo quanto del Ginnasio.
A presto per informazioni più dettagliate.
martedì 30 settembre 2008
lunedì 14 aprile 2008
Elogio della Politica
Segnalo il programma degli incontri "La Permanenza del Classico".
L'ideale per disintossicarsi da una campagna elettorale.
http://www2.classics.unibo.it/Permanenza/2008/locandina_elogio_politica.pdf
L'ideale per disintossicarsi da una campagna elettorale.
http://www2.classics.unibo.it/Permanenza/2008/locandina_elogio_politica.pdf
giovedì 6 marzo 2008
Considerazioni finali
Col presente messaggio vorrei formulare rapidamente qualche riflessione in merito al ciclo di incontri conclusosi oggi. Ringraziandovi anzitutto per l’assiduità nella partecipazione, ripeto in parte quanto detto ad incontro terminato a coloro i quali hanno avuto modo di trattenersi qualche minuto in più.
La fine del corso pomeridiano non è – nelle intenzioni – la fine di un percorso. Non so ancora in che tempi ed in che forme, ma posso garantire una mia partecipazione all’attività didattica “integrativa” del Liceo Minghetti nel 2008/2009.
Rimango a disposizione per ogni genere di chiarimento o richiesta di approfondimento, anche in vista di possibili «tesine» d’esame per gli studenti di terza liceo «in uscita». Resteranno attivi sia il blog, che periodicamente tenterò di aggiornare con indicazioni e segnalazioni meritorie, sia il mio indirizzo e-mail (tommasomilani@hotmail.com), cui potete rivolgervi per contattarmi. Sarebbe assai gradito, inoltre, se qualcuno volesse inviarmi commenti o suggerimenti sul lavoro svolto insieme: mi aiuterebbe a migliorare nella realizzazione, in futuro, di progetti affini a questo.
Pubblico, in questa sede, la lista delle presenze, sulla base della documentazione raccolta.
In caso di discrepanze ed imprecisioni nei miei calcoli, siete ovviamente pregati di contattarmi.
Lista:
Brignone Francesco (V F): 4 presenze;
Pirone Elia (V F): 6 presenze;
Nadalini Edoardo (I D): 7 presenze;
Ferratini Enrico (I D): 1 presenze;
Cinti Andrea (I E): 7 presenze;
Larcher Clara (I E): 7 presenze;
Muratori Greta (I H): 1 presenza;
Frazzoni Sara (I H): 1 presenza;
Scartezzini Federica (I H): 1 presenza;
Galliani Giulio (III A): 7 presenze;
Ballandi Giacomo (III C): 8 presenze;
Taurino Giulia (III D): 6 presenze;
Lodi Alberto (III E): 8 presenze;
Marlia Emanuele (III E): 8 presenze;
Crabboledda Gabriele (III E): 7 presenze;
Buon lavoro e grazie ancora a tutti.
La fine del corso pomeridiano non è – nelle intenzioni – la fine di un percorso. Non so ancora in che tempi ed in che forme, ma posso garantire una mia partecipazione all’attività didattica “integrativa” del Liceo Minghetti nel 2008/2009.
Rimango a disposizione per ogni genere di chiarimento o richiesta di approfondimento, anche in vista di possibili «tesine» d’esame per gli studenti di terza liceo «in uscita». Resteranno attivi sia il blog, che periodicamente tenterò di aggiornare con indicazioni e segnalazioni meritorie, sia il mio indirizzo e-mail (tommasomilani@hotmail.com), cui potete rivolgervi per contattarmi. Sarebbe assai gradito, inoltre, se qualcuno volesse inviarmi commenti o suggerimenti sul lavoro svolto insieme: mi aiuterebbe a migliorare nella realizzazione, in futuro, di progetti affini a questo.
Pubblico, in questa sede, la lista delle presenze, sulla base della documentazione raccolta.
In caso di discrepanze ed imprecisioni nei miei calcoli, siete ovviamente pregati di contattarmi.
Lista:
Brignone Francesco (V F): 4 presenze;
Pirone Elia (V F): 6 presenze;
Nadalini Edoardo (I D): 7 presenze;
Ferratini Enrico (I D): 1 presenze;
Cinti Andrea (I E): 7 presenze;
Larcher Clara (I E): 7 presenze;
Muratori Greta (I H): 1 presenza;
Frazzoni Sara (I H): 1 presenza;
Scartezzini Federica (I H): 1 presenza;
Galliani Giulio (III A): 7 presenze;
Ballandi Giacomo (III C): 8 presenze;
Taurino Giulia (III D): 6 presenze;
Lodi Alberto (III E): 8 presenze;
Marlia Emanuele (III E): 8 presenze;
Crabboledda Gabriele (III E): 7 presenze;
Buon lavoro e grazie ancora a tutti.
martedì 4 marzo 2008
giovedì 21 febbraio 2008
Link e avviso
Inserico il link al testo citato a lezione. La lettura - vi avviso - non è delle più facili. Ma poiché nessuno è mai morto per il troppo leggere, vi invito a compiere un tentativo.
http://www.lastoria.org/hobbesmoro.htm
Ripeto qui, inoltre, quanto detto sul finire della lezione a beneficio degli assenti.
Per l'ultima lezione (primi di marzo), mi farebbe piacere se riusciste a procurarvi una copia (fotocopiata, presa in biblioteca, acquistata... come preferite) della conferenza di Max Weber "La politica come professione" (tradotta anche come: "La politica come vocazione"). Ne esistono ottime versioni sul mercato: quella Mondadori (2006), quella Einaudi (2004 e 2001), quella Armando (1997) et cetera.
La lezione si baserà su un'analisi del testo, quindi non sarebbe male se i più ardimentosi osassero una lettura in proprio.
Non vi inoltro la mia copia del testo in formato PDF per molte ragioni: la pesantezza del file, anzitutto; ma anche per il fatto che la versione da me posseduta, reduce da molteplici letture e riletture, è coperta di appunti e note a margine.
Grazie e buon lavoro.
http://www.lastoria.org/hobbesmoro.htm
Ripeto qui, inoltre, quanto detto sul finire della lezione a beneficio degli assenti.
Per l'ultima lezione (primi di marzo), mi farebbe piacere se riusciste a procurarvi una copia (fotocopiata, presa in biblioteca, acquistata... come preferite) della conferenza di Max Weber "La politica come professione" (tradotta anche come: "La politica come vocazione"). Ne esistono ottime versioni sul mercato: quella Mondadori (2006), quella Einaudi (2004 e 2001), quella Armando (1997) et cetera.
La lezione si baserà su un'analisi del testo, quindi non sarebbe male se i più ardimentosi osassero una lettura in proprio.
Non vi inoltro la mia copia del testo in formato PDF per molte ragioni: la pesantezza del file, anzitutto; ma anche per il fatto che la versione da me posseduta, reduce da molteplici letture e riletture, è coperta di appunti e note a margine.
Grazie e buon lavoro.
giovedì 14 febbraio 2008
Link consigliati
Segnalo alcuni link a beneficio di chi volesse approfondire i temi toccati oggi.
Riguardo ai rapporti fra cattolici ed Ugonotti in Francia sino all'editto di Nantes:
http://www.lastoria.org/fischer3.htm
Riguardo al ruolo delle "Vindiciae contra tyrannos" (1579) nella storia del pensiero politico, si veda questo contributo di Harold J. Laski (in lingua inglese):
http://www.constitution.org/vct/vind_laski.htm
Sull'idea di patto nell'ambito del pensiero politico riformato (anch'esso in lingua inglese):
http://www.acton.org/publications/randl/rl_article_238.php
Riguardo ai rapporti fra cattolici ed Ugonotti in Francia sino all'editto di Nantes:
http://www.lastoria.org/fischer3.htm
Riguardo al ruolo delle "Vindiciae contra tyrannos" (1579) nella storia del pensiero politico, si veda questo contributo di Harold J. Laski (in lingua inglese):
http://www.constitution.org/vct/vind_laski.htm
Sull'idea di patto nell'ambito del pensiero politico riformato (anch'esso in lingua inglese):
http://www.acton.org/publications/randl/rl_article_238.php
domenica 10 febbraio 2008
Aggiornamento
Mercoledì prossimo riprenderanno regolarmente gli incontri (come sempre in Aula 10, alle ore 15).
Trovandoci esattamente a metà del percorso, nonché ad un momento di svolta, può forse essere opportuno fare brevemente il punto.
Nei primi quattro appuntamenti abbiamo analizzato i concetti basilari attorno ai quali il pensiero politico occidentale si è sedimentato in quattro distinte fase storiche: Grecia, Roma, Medioevo ed età comunale.
All'originaria centralità ed al predominio del "politico", espressa nelle forme olistiche ed organicistiche del paradigma aristotelico-platonico, si è gradualmente sostituita l'idea di un ordinamento plurale e stratificato nell'organizzazione degli affari umani. A Roma, lo sviluppo di un diritto non politicizzato disciplinante i negozi privati fra soggetti e la dottrina dell'autorità - basata sulla disgiunzione di auctoritas e potestas - testimoniano il primo, compiuto tentativo di ripensare l'agire umano, limitando l'onnipotenza della sfera pubblica.
Ancora più radicale è la frattura, introdotta dal cristianesimo di Paolo e Agostino, fra Regno di Dio e civitas umana. La salvezza dell'anima, prioritaria rispetto al "buon vivere" politico, richiede la soggezione passiva al potere mondano, quand'anche iniquo: potere mondano che, nondimeno, è legittimato dalla Chiesa, mediatrice fra Cielo e Terra. Di qui, la formulazione della dottrina "polemogena" delle due spade, basata su una coesistenza dialettica - mai compiutamente risolta, né da tutti riconosciuta - di spirituale e temporale, nella quale spetta alla burocrazia carismatica del clero la prerogativa di critica permanente del potere politico (dottrina che, nelle formulazioni più radicali, giunge a riconoscere la liceità del tirannicidio). Esattamente l'opposto di quanto avviene ad Oriente, ove, sulla scia di Eusebio e di Giustiniano, la Chiesa Ortodossa assumerà in numerose circostanze la funzione di ancella del potere costituito, riconoscendo all'imperatore una primazia sull'autorità ierocratica (cesaropapismo).
Al contrario, è l'umanesimo politico, coevo alla crisi degli universalismi papale ed imperiale ed indissolubilmente legato al declino della feudalità, a riproporre la centralità del "politico", difendendo l'eredità greco-romana del governo delle leggi - contrapponendola al governo degli uomini - e facendo della virtù civile un parametro alternativo alla nozione tomistica di iustitia. Sarà, successivamente, Machiavelli ad arricchire tale prospettiva, riconoscendo la positività del conflitto politico come motore delle repubbliche (dottrina degli "umori").
Mercoledì prossimo concentreremo la nostra attenzione su tre termini decisivi per poter comprendere l'importanza del contributo hobbesiano (che esamineremo il 20/2): quelli di diritto naturale, di patto e di sovranità.
Trovandoci esattamente a metà del percorso, nonché ad un momento di svolta, può forse essere opportuno fare brevemente il punto.
Nei primi quattro appuntamenti abbiamo analizzato i concetti basilari attorno ai quali il pensiero politico occidentale si è sedimentato in quattro distinte fase storiche: Grecia, Roma, Medioevo ed età comunale.
All'originaria centralità ed al predominio del "politico", espressa nelle forme olistiche ed organicistiche del paradigma aristotelico-platonico, si è gradualmente sostituita l'idea di un ordinamento plurale e stratificato nell'organizzazione degli affari umani. A Roma, lo sviluppo di un diritto non politicizzato disciplinante i negozi privati fra soggetti e la dottrina dell'autorità - basata sulla disgiunzione di auctoritas e potestas - testimoniano il primo, compiuto tentativo di ripensare l'agire umano, limitando l'onnipotenza della sfera pubblica.
Ancora più radicale è la frattura, introdotta dal cristianesimo di Paolo e Agostino, fra Regno di Dio e civitas umana. La salvezza dell'anima, prioritaria rispetto al "buon vivere" politico, richiede la soggezione passiva al potere mondano, quand'anche iniquo: potere mondano che, nondimeno, è legittimato dalla Chiesa, mediatrice fra Cielo e Terra. Di qui, la formulazione della dottrina "polemogena" delle due spade, basata su una coesistenza dialettica - mai compiutamente risolta, né da tutti riconosciuta - di spirituale e temporale, nella quale spetta alla burocrazia carismatica del clero la prerogativa di critica permanente del potere politico (dottrina che, nelle formulazioni più radicali, giunge a riconoscere la liceità del tirannicidio). Esattamente l'opposto di quanto avviene ad Oriente, ove, sulla scia di Eusebio e di Giustiniano, la Chiesa Ortodossa assumerà in numerose circostanze la funzione di ancella del potere costituito, riconoscendo all'imperatore una primazia sull'autorità ierocratica (cesaropapismo).
Al contrario, è l'umanesimo politico, coevo alla crisi degli universalismi papale ed imperiale ed indissolubilmente legato al declino della feudalità, a riproporre la centralità del "politico", difendendo l'eredità greco-romana del governo delle leggi - contrapponendola al governo degli uomini - e facendo della virtù civile un parametro alternativo alla nozione tomistica di iustitia. Sarà, successivamente, Machiavelli ad arricchire tale prospettiva, riconoscendo la positività del conflitto politico come motore delle repubbliche (dottrina degli "umori").
Mercoledì prossimo concentreremo la nostra attenzione su tre termini decisivi per poter comprendere l'importanza del contributo hobbesiano (che esamineremo il 20/2): quelli di diritto naturale, di patto e di sovranità.
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